L’inaugurazione della "Cjase dai furlans pai mont" può essere collocata nel lungimirante programma indicato nel 1952, in prima pagina del primo numero di questo mensile (Friuli nel Mondo n.d.r.) , che indicava, tra gli altri obiettivi da raggiungere, anche quello dell'edificazione di una "Casa dell'emigrante".
I tempi ed i protagonisti sono decisamente cambiati da quel lontano luglio 1953 quando, presso gli uffici dell'Amministrazione provinciale di Udine, fu stipulato il contratto con il quale il Comune di Udine e la stessa Provincia, a metà fra loro, acquistarono un'area di mq. 1322, posta all'angolo tra via Trento e via gen. Chinotto, eguale sede per la costruzione dell'edificio che avrebbe ospitato Istituzioni del lavoro, l'Ufficio di collocamento, la Casa dell'emigrante, l'Ente Friuli nel Mondo, ecc. L'opera, progettata dall'architetto Della Mea, sarebbe stata costruita col concorso dello Stato. Il preventivo di spesa si aggirava sui 100 milioni di lire.
Quella "Casa" rispondeva a determinate esigenze, la "Cjase" ad altre poiché si colloca in un contesto sociale, economico e politico friulano, regionale ed internazionale ben diverso.
Nell'aprile del 1999, veniva costituita la Fondazione "Casa dei Friulani nel Mondo - Cjase dai Furlans pal Mont - Onlus", ottenendo il riconoscimento della personalità giuridica. La concretizzazione del progetto è stata resa possibile sia per la generosità di benemeriti friulani nel mondo e la disponibilità di istituzioni che hanno creduto nell'iniziativa che per il lavoro di paziente tessitura tra partner locali e lontani ed il superamento di intoppi di varia natura, svolto dal presidente dell'Ente Friuli nel Mondo, Mario Toros. Anche in questa occasione trovava applicazione il nuovo concetto di "Made by furlans"; veniva acquistata l'ottocentesca “Villa Orgnani Deciani" a Villalta di Fagagna, immersa in uno splendido parco secolare, ai piedi del più antico castello del Friuli, a pochi chilometri da Udine. La splendida dimora presentava però carenze strutturali ed impiantistiche che ne limitavano l'utilizzo per le finalità indicate dallo statuto della Fondazione. Dopo le necessarie, lunghe e laboriose ristrutturazioni la nuova "Cjase" è pronta all'uso.
Dopo la legittima gioia per l'obiettivo raggiunto si tratterà, ora, di dare sostanza e contenuti ad un programma di attività che valorizzi l'apporto e ripaghi la generosità dei grandi friulani che hanno consentito la realizzazione del sogno lontano. Alle istituzioni locali, oltre al doveroso ringraziamento va, ora, rivolto l'invito a continuare a garantire il necessario sostegno al libero associazionismo che, nella più moderna e democratica logica della sussidiarietà, tiene saldi i legami tra l'immensa risorsa della diaspora friulana e la Patrie. La prossima entrata nell'agone politico nazionale - e, speriamo, regionale - dei cittadini friulani residenti all'estero consiglia, in effetti, di non considerare più come argomento marginale la questione della presenza friulana nel mondo; suggerisce, invece, di precisare compiti e responsabilità, senza confusioni e sovrapposizioni. L'Ente Friuli nel Mondo, ora in stretta collaborazione con la Fondazione "Cjase dai furlans pal mont", diventa ancora più lo strumento operativo privilegiato per lo sviluppo della rete della friulanità nel mondo, anche a sostegno delle strategie di internazionalizzazione di cui necessita la nostra terra.
Friuli nel mondo - Agosto 2005
