Centro culturale "Amici della Musica" Fagagna Centro culturale
  • Home
    • Chi siamo
    • La nostra storia
      • Adelina Montagnese
      • Fogli d'informazione
    • Villa Orgnani-Deciani
      • Il Fogolâr
      • Arte e Memoria degli Emigranti
    • Il Parco
    • News
    • Coro "Croma col punto"
      • Repertorio
      • Collaborazioni
  • Corsi
    • Musica d'insieme
    • Orchestra diffusa
    • Docenti
  • Eventi
    • Agenda eventi
    • DrumDay
      • Paolo Cerlati
      • Dispensa
    • Pop Meets
      • Sebastian DI BIN
    • Concerti dell'Epifania
    • Giovani artisti per l’Africa
    • Cantando per il mondo
    • Le guerre di Ulisse
      • Introduzione all'ascolto
      • La parola agli autori
    • Via Crucis - F. Liszt
      • Testo della Via Crucis
  • Risorse
    • Donazioni
    • Robert Miles
      • Vinili
      • Progetto per le scuole
    • Biblioteca Corale
    • Parliamo di Musica
    • Pubblicazioni

Dispensa

Cosa impareremo al DrumDay?

In anteprima l'indice della dispensa del M° Paolo Cerlati

Per tutti coloro che si stanno chiedendo cosa sperimenteremo concretamente durante il weekend dell'8 e 9 agosto 2026 al Parco di Villa Orgnani, siamo felici di svelare in anteprima il contenuto della ricchissima dispensa (oltre 30 pagine di materiale!) curata dal M° Paolo Cerlati.

La dispensa, che verrà consegnata a tutti i partecipanti, non è un semplice manuale, ma un vero e proprio viaggio metodologico, filosofico e musicale che intreccia la riflessione sul tempo, il ritmo etnico e la sperimentazione contemporanea.

Ecco una panoramica dei contenuti che attraverseremo insieme:

1. Frammenti sul Tempo (Riflessioni e Pedagogia)

Un'introduzione al concetto di "tempo-spazio-ritmo" che unisce scienza, poesia, filosofia e movimento corporeo:

  • Il nostro spazio-tempo nell’universo
  • Samantha Cristoforetti in orbita
  • Ti auguro tempo
  • Andare lenti, pensare a piedi
  • Tempo liscio - Tempo striato

2. Tradizione Africana (Poliritmie e Canti)

Il cuore pulsante del ritmo: brani e strutture della tradizione africana da esplorare con tamburi, percussioni e voce:

  • Mongosiye
  • Ritmo di Sabar
  • Aayoo Nenne
  • Gnama Gnama Si Kongo
  • Re di Pietra
  • African Welcome Piece
  • Bombè
  • Sunu Rew

3. Brani Etnici dal Mondo

Dalla vocalità balinese alle sonorità persiane e sudamericane:

  • Ketjak (la celebre vocalità ritmica balinese)
  • Progressione per Zarb
  • Samba Verbale
  • Sambabambini
  • Tum Samba

4. Musica Contemporanea, Body Percussion e Gioco

La sperimentazione ritmica moderna, tra grandi classici del Novecento, coordinazione e sonorità metropolitane:

  • Clapping Music (di Steve Reich)
  • Gesti Metropolitani
  • Giocoagogico
  • Footing Handing
  • Il Dittatore
  • Nanenana per non dormire
  • Klangmaster
Paolo Cerlati

Paolo Cerlati

C. V. Paolo Cerlati

 

Musicista, ha fatto parte di alcune formazioni musicali professionali dell’area della popular music partecipando ad eventi radiotelevisivi e discografici in vari contesti.

Dal 1978 ricerca nei diversi ambiti della relazione musicale e nel 1983 progetta e realizza

l’Atelier di Musica di Biella spazio di sperimentazione-scambio-confronto-gioco che ha diretto fino al 2014. 

Dal 1986 è docente ai corsi di musicoterapia, nell'area musica d'insieme, istituiti dal Centro di Educazione Permanente della P.C.C. di Assisi ed in quest’ambito insegna ed ha insegnato:

- al Corso Triennale di Musicoterapia del C.M.T studi e ricerche di Milano

- alla Scuola Triennale di Musicoterapia di Torino

- al Corso Triennale di Musicoterapia Stratos di Bari

- alla Scuola Biennale di Musicoterapia Ara Magis di Roma e Catania

- alla Scuola Biennale di Musicoterapia di Grosseto

- alla Scuola di Musicoterapia Dinamica di Firenze

- alla Scuola Triennale di Musicoterapia del Centro Artiterapie di Lecco.

- alla Scuola di Musicoterapia “Anni Verdi” di Roma

- alla Scuola di Atiterapie Artedo di Novara

Dal 2013 è Direttore Scientifico del Biennio di Specializzazione di Musicoterapia in Oncologia e nelle Cure Palliative promosso dalla Fondazione Edo ed Elvo Tempia di Biella.

Dal 1990 al 2012 ha tenuto laboratori musicali rivolti a persone seguite dal Centro di Salute Mentale dell'Ospedale di Biella collaborando con il Direttore del Dipartimento Dottor Emanuele Lomonaco.

Da molti anni tiene corsi di aggiornamento-formazione rivolti a studenti, insegnanti ed educatori per vari enti ed istituzioni:

Università di Bologna – Università di Zaragoza – Conservatorio di Como - Conservatorio di Lecco - Conservatorio di Cuneo - CSMDB (Centro Studi Maurizio Di Benedetto) – S.I.E.M (Società Italiana per L’Educazione Musicale) – O.S.I. (Orff-Schulwerk Italiano) - SGAI (Società Gruppo Analitica Italiana) di Torino – Save the Children …

E’ autore e compositore di musiche dedicate all’infanzia ed è’ stato l’ideatore del primo festival dedicato all’età evolutiva: “Bi come Bambini” (2008) promosso dalla Regione Piemonte, dalla Provincia e dalla Città di Biella.  Dal 2008 al 2012 è stato consulente didattico-pedagogico della Casa Editrice De Agostini di Novara per le pubblicazioni rivolte ai bambini della scuola primaria.

 

Pubblicazioni

Il modello-metodo che guida il suo lavoro teorico-pratico è il pensiero complesso, di processo e di rete ed è da questo sguardo che nascono le sue attività e le sintesi che hanno prodotto le sue pubblicazioni:

D. Albarello, P. Cerlati, E. Strobino, La bottega dei segni, Città di Biella 1986
P. Cerlati, E. Strobino, D. Vineis, Il canone. Materiali e progetti per l’attività didattica, Edizioni Suvini Zerboni, Milano 1987
P. Cerlati, E. Strobino, D. Vineis, ...E l’aria ascolterà, PCC, Assisi 1989
P. Cerlati, G.P. Pini, M. Prinetti, Viva la musica, PCC, Assisi 1992
P. Cerlati, D. Albarello,  Abitare i suoni, PCC, Assisi 1995
P. Cerlati, Cantare la vita, PCC, Assisi 1998
P. Cerlati, Oh issa. Uno spettacolo musicale in scatola di montaggio, PCCC, Assisi 2002
P. Cerlati, E. Strobino, D. Vineis, Agorafonia, in Enrico Strobino, Maurizio Vitali, Suonare la città, FrancoAngeli,  Milano, 2003
Paolo Cerlati, Gattinando, Comune di Gattinara, 2003
P. Cerlati, A. Garello, G.C. Pini, M. Prinetti, Atelier di musica. Suoni, simboli e segni da reinventare, ETS, Pisa, 2005

P. Cerlati, Intrecciare: la musica nella pluralità dei linguaggi in M. Piatti (a cura di), Saperi artistici e mutamenti sociali: attualità di Gianni Rodari, Edizioni del Cerro, Tirrenia, 2008
M. Amoia, P. Cerlati, Musicarte, De Agostini Scuola, Novara 2009 (libro di testo per la scuola primaria)
 M. Amoia, P. Cerlati, Matì. Arte e musica, De Agostini Scuola, Novara 2010 (libro di testo per la scuola primaria)

P. Cerlati, S(u)ono-corpo, in Il dialogo interdisciplinare in musicoterapia, Il possibile contributo delle neuroscienze, (acura di) P.L. Postacchini, M. Spaccazocchi, Cittadella editrice, Assisi 2012

P. Cerlati, F. Crivelli (a cura di), Musicoterapia in oncologia e nelle cure palliative. Prendersi cura con uno sguardo sistemico-complesso, FrancoAngeli, Milano 2015

P. Cerlati, E. Cimma, La musica è un cavallo a dondolo ... (...anche), Collana didattica OSI, Lilium, Brescia 2018

M. Cappelletti. P. Cerlati, La musica si tuffa nell'acqua. Idrophonie sorridenti, Collana didattica OSI, Lilium, Brescia 2022

 

Articoli su Musicheria net.

Logo
Featured

DrumDay

Gli Amici della Musica di Fagagna sono lieti di presentare DrumDay – Festa del ritmo, un seminario-laboratorio intensivo dedicato al tema "tempo-spazio-ritmo", condotto da Paolo Cerlati (pedagogo, musicista e formatore di rilevanza nazionale).

Un’esperienza tra percussioni, corpo e voce

Ispirato ai metodi dell'educazione attiva e del lavoro di gruppo, il laboratorio esplorerà la musica etnica e contemporanea (araba, africana e sudamericana) attraverso brani poliritmici e polimetrici. Non si tratterà solo di suonare le percussioni: abiteremo il ritmo attraverso il corpo, il movimento e la voce.

Come scrive Denis Gaita:

“L’originario è radicato nel corpo. Il corpo è preliminare al linguaggio, e la conoscenza, alle sue origini, passa di lì […] prima di parlare, il mondo si esprime nel corpo, ed è il corpo che ‘pensa’ il mondo.”

A chi è rivolto

Per la natura intensiva del percorso e per garantire la qualità del lavoro di gruppo, il seminario è pensato per un pubblico giovane-adulto. In particolare, l'evento si rivolge a:

  • Insegnanti e docenti di musica in cerca di nuovi spunti metodologici ed educativi.
  • Educatori e operatori culturali che utilizzano la musica e il ritmo nei propri interventi.
  • Musicisti, coristi e appassionati del suonare insieme desiderosi di mettersi in gioco.

Non sono necessarie competenze tecniche avanzate: il principale prerequisito è la voglia di sperimentare e condividere.

Dettagli dell'evento

  • Date: Sabato 8 e Domenica 9 Agosto 2026
  • Orari:
    • Sabato 8: ore 16:00 – 19:00
    • Domenica 9: ore 9:30 – 12:30 e ore 15:00 – 18:00
  • Luogo: Parco di Villa Orgnani – Villalta di Fagagna (UD) (in caso di maltempo si terrà in sala al coperto)
  • Quota di partecipazione: € 40,00 (comprensiva della quota associativa)
  • Scadenza iscrizioni: 31 Luglio 2026 (Max 30 partecipanti)

Materiali e dispensa del Seminario

Tutti i partecipanti regolarmente iscritti riceveranno una ricchissima dispensa didattico-pedagogica (oltre 30 pagine) curata personalmente dal M° Paolo Cerlati. Un prezioso strumento di studio e lavoro che comprende:

  • Riflessioni e spunti sul "tempo-spazio": Testi e frammenti filosofici, poetici e scientifici dedicati alla percezione del tempo (dalla lentezza del camminare alle riflessioni sullo spazio).
  • Partiture e repertorio tradizionale Africano: Brani poliritmici e canti della tradizione (tra cui Mongosiye, Sabar, African Welcome Piece, Sunu rew).
  • Brani etnici e poliritmie dal mondo: Dalla spettacolare vocalità ritmica del Ketjak balinese, alla Progressione per Zarb, fino alle esplorazioni del ritmo sudamericano (Samba verbale, Tum samba).
  • Composizioni di Musica Contemporanea e Body Percussion: Grandi classici della ritmica moderna come Clapping Music di Steve Reich, unitamente a giochi di coordinazione, sonorità urbane e body percussion (Gesti metropolitani, Giocoagogico, Footing Handing, Klangmaster).

Cosa portare:

  • Abbigliamento comodo e adatto al movimento all'aperto.
  • Gran parte della strumentazione ritmica sarà messa a disposizione dall'Associazione; in base al numero di iscritti e alla presenza di percussionisti nel gruppo, vi comunicheremo per tempo l'eventuale opportunità di portare uno strumento proprio.

Info e Iscrizioni

  • Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Telefono / WhatsApp: 331 90 30 616

👉 [CLICCA QUI PER COMPILARE IL MODULO DI ISCRIZIONE ONLINE]

Featured

Festa della Musica 2026: rivivi le emozioni dell'evento attraverso le foto!

Note, sorrisi e un’energia travolgente: la FESTA DELLA MUSICA è stata, com’è giusto che sia, semplicemente magnifica.

Tanta gente immersa in un clima di musica, colori, bancarelle, fiori e bandiere: un regalo immenso. Il parco, con quel colpo d’occhio straordinario, esprimeva un vero senso di gioia, comunità e condivisione. E la musica è stata il filo che ha tenuto tutto insieme.

Un ringraziamento di cuore a tutti i partecipanti, ai musicisti e allo staff che hanno reso speciale questa giornata.

Un grazie particolare a Lisa Covalero, che con la sua sensibilità e il suo obiettivo ha saputo catturare i momenti più significativi, i dettagli e le emozioni più intense del festival.

Vuoi ritrovare il tuo sorriso tra la folla o rivivere la magia dei concerti?

Sfoglia la Photogallery Ufficiale

Concerto Solidale: Giovani artisti per l’Africa

Giovani artisti per l’Africa

Concerto solidale – Martignacco, 20 settembre 2025

 

Sabato 20 settembre 2025, alle ore 20.30, la Chiesa di Santa Maria Maggiore di Martignacco ospiterà un evento speciale: il concerto solidale Giovani artisti per l’Africa.

Protagonisti della serata saranno il Coro “Croma col Punto”, diretto da Orfeo Venuti, e cinque giovani musicisti friulani che si stanno distinguendo per talento e passione: Arianna Domini (flauto), Matteo Pettenà (pianoforte), Stella Padrini (violoncello), Gaia Padrini (pianoforte) ed Edoardo Venuti (pianoforte e fisarmonica). Accanto alle loro esibizioni solistiche e cameristiche, il coro proporrà pagine di grande suggestione tratte dal repertorio contemporaneo e internazionale.

Leggi tutto …

La parola agli autori

MARCO SOMADOSSI

Il compositore delle musiche

Scrivere la musica per Le guerre di Ulisse è stato un Viaggio interiore, tanto intenso quanto quello del protagonista stesso. Sin dall'inizio, nel confrontarmi con il libretto del Prof. Bianchi, ho avvertito tutto il peso di questa storia: non quella dell'eroe glorioso, ma dell'uomo solo, segnato dal tempo e dalle sue stesse scelte - spesso malvage - compiute in nome di un ideale che ora si sgretola davanti ai suoi occhi.
La sua guerra non si è conclusa con il ritorno a casa, e forse non finirà mai davvero. Questo mi ha costretto a interrogarmi sul conflitto che alberga in ognuno di noi, a sentire il tormento di un uomo che ha creduto in un ideale e ora ne vede solo le macerie.
Comporre questa musica è stato un processo doloroso e necessario allo stesso tempo. Ogni nota, ogni frase musicale, ogni tessitura sonora è nata dal tentativo di dare voce a quell'inquietudine, di trasformare il dolore in suono, il dubbio in armonia.
Ma in questo viaggio ho trovato anche una forma di catarsi: mettere in musica il racconto di Ulisse mi ha permesso di renderlo universale, di farlo risuonare non solo nella mia mente, ma negli strumenti, nelle voci, nel respiro degli interpreti - fino a intrecciarsi con quello degli spettatori, in un dialogo silenzioso ma profondissimo.
Affidare alla banda un ruolo di assoluto primo piano, accanto alla voce narrante, al coro e ai solisti al pianoforte e al canto, mi ha permesso di trasformarla da semplice contorno sonoro a protagonista dell'azione scenica. La banda è il vento che sospinge Ulisse e le onde che lo respingono, il clamore della battaglia e il silenzio del rimorso. E il suono di un'umanità intera che si interroga sul significato della guerra e della pace, della gloria e della perdita.
Nel momento storico che stiamo vivendo, Le guerre di Ulisse non è solo una rilettura dei classici: è uno specchio del nostro tempo, una riflessione su chi siamo e su ciò che vogliamo lasciare dietro di noi.
E forse, come Ulisse, continuiamo a interrogarci sulla nostra storia perché la musica, in fondo, può aiutarci a trovare qualche risposta.

PATRIZIO BIANCHI

L'autore dei testi

Ho scritto "Le guerre di Ulisse" con la Banda Giovanile John Lennon di Mirandola e con il suo Maestro Mirco Besutti, non solo per rileggere insieme ai nostri ragazzi i classici fondamenti della nostra cultura e con questo gridare il nostro NO a tutte guerre, ma anche per avviarci insieme in una difficile esplorazione dell'animo umano.
Strumento essenziale di questa ricerca sono le musiche di Marco Somadossi, che ci ha portato fin dentro l'animo di questo vecchio, che dopo venti anni torna a casa, nell'isola di cui è certamente ancora re, ma nessuno lo accoglie da sovrano.
È stato lontano venti anni e la moglie è ormai una vecchia regina prostrata dalle fatiche, e le donne del suo regno sono vedove di uomini portati a morire in una guerra non loro, che doveva essere rapida e portatrice di ricchezze e che invece, come tutte le guerre, ha portato solo dolore e morte.
Ulisse però non capisce, non vuole capire e quando viene cacciato, esule su una barca senza timone, crede illudendosi di ritrovare il proprio destino, non vecchio truffatore quale era, ma impavido scopritore d'altri mondi. In realtà Ulisse per tutta la vita ha sfuggito ai propri doveri e da vecchio, parlando sempre al passato, non vuole assumersi la propria responsabilità di tornare al presente.

Il testo dell'opera "Le guerre di Ulisse"

Le Guerre di Ulisse

Introduzione all'ascolto

"Le Guerre di Ulisse" è un'opera che rilegge in chiave moderna e critica il mito dell'eroe greco. Ulisse non è più soltanto l'astuto navigatore e il re glorioso, ma un uomo segnato dalla guerra, dall'esilio e dall'incomprensione del proprio popolo. La narrazione, costruita attraverso il dialogo tra coro, narratore e solisti, segue il protagonista dalla partenza per Troia fino al suo ritorno a Itaca, dove scopre di essere divenuto uno straniero nella propria terra.

L'opera svela il vero volto della guerra, spogliandola della sua gloria epica per mostrarla nella sua brutalità e nel suo costo umano. Ulisse non è l’eroe trionfante, ma un uomo logorato dal tempo, dalla colpa e dall'isolamento. Il suo ritorno non è un lieto fine, ma un nuovo esilio.

Di fondamentale importanza è anche il ruolo femminile, spesso marginalizzato nei racconti tradizionali. Penelope non è solo la sposa fedele in attesa, ma una donna consapevole, che riconosce il cambiamento e la solitudine del marito. Le voci delle donne – le madri, le vedove, le figlie – accompagnano l’intera opera come un controcanto dolente e accusatorio: sono loro a pagare il prezzo della guerra, a rimanere senza mariti e figli, a maledire il nome di Ulisse. L’eroe diventa così simbolo non solo dell’avventura e dell’intelligenza, ma anche del peso insostenibile della storia e delle sue conseguenze.

Con una narrazione intensa e un tessuto musicale avvolgente, "Le Guerre di Ulisse" si propone come una riflessione sulla memoria, sulla guerra e sulla difficoltà del ritorno, sfidando la tradizionale visione dell’eroismo e offrendo una prospettiva inedita su uno dei più grandi miti dell’umanità.

---

Le Guerre di Ulisse - Le sezioni

01 - Nessuno

Ulisse si presenta come "Nessuno" e si immerge in un paesaggio di mare e cielo, simbolo di infinito e oblio. "E il mare e il cielo si fondono. Nessuno!"

02 - La spiaggia di un’isola senza nome

Il mare, personificato come un nemico, è testimone della lunga sofferenza di Ulisse. Lui riflette su quante volte ha maledetto la propria patria e quanto sia stato crudele il destino nel negargliela. "Mare, maledetto mare"

03 - Terra nemica

Dopo vent'anni, Ulisse torna a Itaca, ma la sua terra non lo riconosce. Il popolo lo accusa di aver condotto gli uomini alla guerra, lasciando le famiglie nella miseria. Il ritorno tanto atteso si trasforma in un incubo.

04 - Canto della vecchiaia

Ulisse è solo, disprezzato e considerato un tiranno. La vecchiaia lo rende estraneo alla sua stessa patria. Il suo regno e il suo mondo non gli appartengono più. "Vecchio Ulisse, sei stato guerriero, hai solcato il mare ma non sei altro che passato."

05 - Mare, maledetto mare

Cacciato da Itaca, Ulisse riprende il mare. Il suo nome viene cancellato dalla memoria del popolo, e il suo destino è ormai segnato dalle onde e dall’esilio.

06 - Alla guerra

Un flashback ci porta all’inizio della guerra di Troia. Agamennone e Menelao, spinti da interessi economici e politici, cercano un pretesto per muovere guerra. Ulisse diventa l’artefice dell’inganno che porta alla rovina Troia.

07 - Alla guerra (ripresa)

Ulisse manipola gli eventi e sfrutta la debolezza di Menelao per giustificare il conflitto. Elena diventa solo un pretesto per una guerra basata su interessi commerciali.

08 - Ditemi

Un canto malinconico interroga il senso della guerra. Il dolore e la distruzione emergono come il vero lascito delle battaglie. "Ditemi perché c’è la guerra, perché straziarci sulla terra."

09 - Mare ingannatore

Le truppe achee partono verso Troia con l’illusione della gloria. Il mare, ingannatore, sembra accogliere i soldati con dolcezza, ma in realtà li conduce verso la rovina.

10 - Agamennone

Agamennone è un sovrano assetato di potere, pronto a tutto per mantenere il controllo sulla Grecia. Ulisse lo convince a sacrificare sua figlia Ifigenia per ottenere il favore degli dèi.

11 - La navigazione

L’armata achea si avvicina a Troia. Ulisse propone un approccio diplomatico, ma la sete di guerra è troppo forte per essere fermata.

12 - Sono mille

Un lamento per i caduti: la storia si ripete da secoli, con uomini sacrificati per il potere e donne costrette a piangere le loro perdite.

13 - Fanfara

L’assedio di Troia inizia con l’arroganza di Agamennone. Le truppe achee si lanciano all’attacco, ignare della lunga guerra che le attende.

14 - Sulle spiagge di Troia

L’illusione di una vittoria rapida svanisce: le mura di Troia si rivelano invalicabili. Il conflitto si trasforma in una lotta lunga e logorante.

14 bis - Sono mille

Si canta la memoria di Ettore, eroe morto per difendere la sua patria. Il brano riflette sulla ripetitività della guerra e sulla necessità di un mondo senza eroi sacrificati.

15 - Cantami, o diva

La guerra viene raccontata sempre come la storia di Achille, ma Ulisse rivendica il ruolo di tutti coloro che hanno sofferto e combattuto senza gloria.

16 - Rosso d’ira

Achille, furioso per l’umiliazione subita, si allontana dalla guerra. Ulisse media per evitare il crollo dell’alleanza achea.

17 - Canto per Ettore

La morte di Ettore segna la fine di Troia. Il suo corpo martoriato diventa il simbolo di una guerra ingiusta e crudele.

18 - Le sponde amate

Dopo la caduta di Troia, gli eroi sopravvissuti si disperdono. Il ritorno a casa diventa un’odissea, tra tempeste e disgrazie.

19 - Il mio nome

Ulisse riflette sulla sua vita e sul prezzo della conoscenza. Il viaggio non ha portato gloria, ma solo solitudine. "Il mio nome 'Nessuno è il mio nome'." L’orizzonte resta il suo unico desiderio: andare oltre, sempre oltre.

 

 

 

Il testo della Via Crucis di F. Liszt

Il testo della Via Crucis di Franz Liszt

 

La “Via Crucis” di Franz Liszt, composizione che attraversa le emozioni più profonde della Passione di Cristo, è un’opera che va oltre la musica, diventando una riflessione spirituale e un’esperienza intensa. Composta nel 1878, questa sequenza di meditazioni è una delle espressioni più straordinarie del Romanticismo musicale. Liszt, noto per la sua straordinaria abilità pianistica e la sua intensità emotiva, ha saputo trasporre in note le sofferenze e le riflessioni della Via Crucis, creando un’opera che non solo racconta la sofferenza, ma invita a vivere ogni passo del cammino con una partecipazione profonda. Ogni stazione della Via Crucis, rappresentata nella composizione, porta con sé un significato profondo e universale, che va ben oltre la semplice narrazione biblica. L’esecuzione di quest’opera non è solo una celebrazione della Passione di Cristo, ma anche una meditazione sul dolore, sul sacrificio e sulla speranza, temi che risuonano ancora oggi con forza nella nostra vita.

Per i nostri coristi, questa esecuzione rappresenta una sfida tecnica e interpretativa, ma anche un’opportunità unica per immergersi in un’opera di grande valore storico e spirituale. L’esperienza musicale della “Via Crucis” offre a ognuno di noi la possibilità di esplorare la propria connessione emotiva e spirituale con la musica, contribuendo a rendere il concerto un momento di profonda riflessione per tutti i partecipanti.

La Via Crucis, suddivisa in 14 stazioni, è un percorso musicale che fonde stili diversi: dal canto gregoriano ai corali luterani, con un linguaggio armonico innovativo e profondamente personale. Liszt riflette qui non solo il suo fervore religioso, ma anche il suo desiderio di esprimere il dramma della Passione di Cristo in modo universale.

Di seguito, presentiamo una sintesi testuale, alcune note sulla musica e i testi integrali delle 14 stazioni.

Liszt apre la Via Crucis con l'inno gregoriano VEXILLA REGIS, che risale al VI secolo ed è attribuito a Venanzio Fortunato. È uno dei più antichi inni della Chiesa latina e viene tradizionalmente cantato nella liturgia del Venerdì Santo. Musicalmente, Liszt ne mantiene il carattere austero e solenne, con una scrittura modale e un’armonia essenziale, evocando un’atmosfera di meditazione e sacralità.

Segue O Crux, ave che costituisce una strofa successiva dell'inno Vexilla regis. Liszt lo armonizza a quattro voci con uno stile sobrio e solenne, creando un’atmosfera di raccoglimento. La musica è caratterizzata da un’armonia essenziale e da un andamento austero, che enfatizza la funzione meditativa dell’opera.

INTRODUZIONE
Vexilla regis prodeunt
Vexilla regis prodeunt:
fulget crucis mysterium,
qua vita mortem pertulit
et morte vitam protulit.

Impleti sunt quae concinit
David fideli carmine,
dicendo nationibus:
regnavit a ligno Deus.

Avanzano i vessilli del Re

Avanzano i vessilli del Re:
risplende il mistero della Croce,
dove la Vita ha sopportato la morte
e con la sua morte ha donato la vita.
Si sono compiute le cose
che Davide aveva predetto
nel suo canto profetico,
dicendo alle genti:
Dio ha regnato dal legno [della Croce].

O Crux, ave, spes unica
O Crux, ave, spes unica,
hoc passionis tempore!
Piis adauge gratiam,
reisque dele crimina.
O Croce, ti saluto, unica speranza
O Croce, ti saluto, unica speranza,
in questo tempo della Passione!
Accresci la grazia per i pii,
e cancella i peccati dei colpevoli.
 
1. Gesù è condannato a morte

- Cristo riceve la condanna a morte. L’atmosfera è drammatica, con toni cupi che suggeriscono il peso del giudizio.

Innocens ego sum a sanguine justi hujus.

Io sono innocente del sangue di questo giusto.

2. Gesù prende su di sé la croce

- Gesù accetta il suo destino e prende la croce. Il tema musicale è grave e meditativo, simboleggiando l’accettazione del sacrificio.

Ave crux, spes unica!

Salve croce, unica speranza!

3. Gesù cade per la prima volta

 - La fatica del viaggio porta Cristo alla prima caduta. Ritmi spezzati e progressioni armoniche discendenti rappresentano il peso della croce.

Jesus cadit.

Gesù cade.

Segue un breve corale a tre voci femminili con il testo dello Stabat Mater attribuito a Jacopone da Todi. Liszt armonizza questa strofa per tre voci femminili (Soprano I, Soprano II e Contralto), creando un’atmosfera sospesa e dolorosa, che enfatizza il dolore di Maria mentre assiste alla caduta del Figlio sotto il peso della croce. L’armonia è essenziale e meditativa, con una scrittura vocale che si inserisce perfettamente nell’austerità complessiva della Via Crucis.

Stabat Mater dolorosa
juxta crucem lacrimosa,
dum pendebat Filius.
La Madre addolorata stava
in lacrime presso la croce,
mentre il Figlio pendeva.

4. Gesù incontra sua Madre

- L’incontro tra Gesù e Maria esprime il massimo del dolore materno. Tema lirico e dolente, che esprime compassione e amore infinito.

 Organo solo.

5. Simone di Cirene aiuta Gesù a portare la croce

- Simone è costretto a condividere il peso della croce. Tono consolatorio, ma con accenti di fatica condivisa.

 Organo solo.

6. La Veronica asciuga il volto di Gesù

In questa stazione Liszt inserisce un corale a quattro voci basato sul celebre inno luterano “O Haupt voll Blut und Wunden”. Questo testo, scritto nel XVII secolo da Paul Gerhardt, venne musicato da Hans Leo Hassler e successivamente armonizzato da Johann Sebastian Bach nella Passione secondo Matteo. Liszt riprende questa melodia con grande sobrietà, mantenendo un’armonia austera e profondamente meditativa.

L’atmosfera del brano è dolente, con progressioni cromatiche che accentuano l’intensità espressiva e il pathos della scena. L’uso delle quattro voci conferisce alla musica un carattere contemplativo e quasi mistico, mentre l’esecuzione a cappella rafforza ulteriormente la sensazione di raccoglimento e devozione. Il testo del corale, che esprime venerazione e compassione per Cristo sofferente, si integra perfettamente con il gesto di Veronica. Il suo atto di pietà e amore viene sublimato da questa melodia struggente, che trasforma la scena in uno dei momenti più intimi e toccanti dell’intera Via Crucis.

O Haupt voll Blut und Wunden
O Haupt voll Blut und Wunden,
voll Schmerz und voller Hohn,
O Haupt, zum Spott gebunden
mit einer Dornenkron’;
O Haupt, sonst schön gezieret
mit höchster Ehr’ und Zier,
jetzt aber höchst schimpfieret:
gegrüßet sei’st du mir!

O capo pieno di sangue e ferite
O capo pieno di sangue e ferite,
pieno di dolore e di scherno,
O capo, legato per scherno
con una corona di spine;
O capo, un tempo adornato
con il più alto onore e splendore,
ora invece così umiliato:
io ti saluto!

7. Gesù cade per la seconda volta

-  La seconda caduta di Gesù segna il suo estremo sforzo, ma anche la sua umanità. La musica riprende la drammaticità della prima caduta, con un ritmo spezzato e accenti forti che esprimono il dolore e la fatica.

Il tema “Jesus cadit”, affidato nuovamente ai tenori e ai bassi, si sviluppa su un registro più alto rispetto alla prima caduta, quasi a sottolineare lo sforzo estremo e il dolore crescente di Cristo mentre il suo cammino diventa sempre più arduo. L’armonia si fa più tesa e le linee melodiche ascendenti sembrano evocare un anelito di resistenza e al tempo stesso l’inevitabile sfinimento. Subito dopo, il coro femminile intona un altro frammento dello Stabat Mater, questa volta anch’esso su un registro più elevato rispetto alla terza stazione. La scelta di tessiture più acute per entrambe le sezioni contribuisce a creare un senso di crescente intensità emotiva, come se il peso della croce si facesse sempre più insostenibile e il dolore di Maria si amplificasse di fronte alla sofferenza del Figlio.

Jesus cadit.

Gesù cade.

Stabat Mater dolorosa
juxta crucem lacrimosa,
dum pendebat Filius.
La Madre addolorata stava
in lacrime presso la croce,
mentre il Figlio pendeva.
8. Gesù incontra le donne di Gerusalemme

- Le donne di Gerusalemme piangono per Gesù, che le esorta a piangere per se stesse e per i loro figli. Il tema musicale si fa più dolce, con una tonalità di consolazione, ma con una sottile tristezza.

La melodia procede con un andamento sobrio ma espressivo, quasi a riflettere la voce di Cristo che, pur nel dolore, mantiene una forza interiore e una consapevolezza superiore rispetto a chi lo circonda. L’armonia, pur restando austera, evita eccessi di tensione, suggerendo un momento di riflessione più che di sofferenza fisica. Il contrasto con le sezioni precedenti è evidente: se nelle cadute la musica si piega sotto il peso della croce, qui si eleva in una sorta di monito, sottolineando il carattere profetico delle parole di Gesù. Liszt riesce a restituire questa sfumatura con un uso sapiente della dinamica e delle progressioni armoniche, rendendo l’ottava stazione un passaggio di grande profondità spirituale all’interno della Via Crucis.

 
Nolite flere super me,
sed super vos ipsas flete
et super filios vestros.
Non piangete per me,
ma piangete per voi stesse
e per i vostri figli.

9. Gesù cade per la terza volta

- La terza e ultima caduta di Gesù prefigura la sua morte imminente. Il carattere di questa caduta è tragico, con un’armonia che evidenzia il senso di sfinimento di Gesù, ma anche la sua ultima resistenza prima del compimento del suo sacrificio. La musica diventa sempre più tesa e dissonante, con un crescendo che culmina nell’espressione del massimo dolore. Questo non è solo un momento fisico, ma anche simbolico, in cui la terza caduta rappresenta la sconfitta temporanea della carne, ma anche l’atto finale di espiazione per il mondo. La melodia sembra quasi fermarsi in un punto di rottura, simboleggiando il momento in cui Gesù, nonostante le sue sofferenze, non si arrende.

Segue lo Stabat Mater; Liszt riprende la stessa linea melodica con una differenza tonale importante, che amplifica il senso di malinconia e tristezza e aumentando la sensazione di rassegnazione e di sofferenza silenziosa. Liszt utilizza questa transizione con molta cura per intensificare l’espressione emotiva del momento evidenziando il senso di solitudine e dolore di Maria.

Jesus cadit.

Gesù cade.

Stabat Mater dolorosa
juxta crucem lacrimosa,
dum pendebat Filius.
La Madre addolorata stava
in lacrime presso la croce,
mentre il Figlio pendeva.
10. Gesù è spogliato delle vesti

- Gesù viene spogliato delle sue vesti, un atto che simboleggia la perdita di ogni dignità umana. La musica in questa stazione è più severa e distaccata, simboleggiando la violenza del gesto.

Organo solo.

11. Gesù è inchiodato sulla croce

- Gesù è finalmente inchiodato sulla croce, momento culminante del suo tormento fisico. La tensione musicale aumenta, con accenti marcati che simboleggiano l’agonia della crocifissione.

Crucifige eum!

Crocifiggilo!

12. Gesù muore sulla croce

- Cristo muore sulla croce, il punto culminante della sua passione. La musica riflette il dramma della morte con una lenta decrescita, come se la vita lasciasse il corpo di Gesù. La tonalità è solenne e dolorosa.

Eli, Eli, lamma sabacthani?
In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum.
Consummatum est.
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Nelle tue mani, Signore, affido il mio spirito.
Tutto è compiuto.

Segue il corale O Traurigkeit, o Herzeleid, di origine luterana, che esprime il lutto e la sofferenza per la morte di Cristo, sottolineando allo stesso tempo la redenzione ottenuta attraverso il suo sacrificio. Il tono è estremamente mesto e solenne, perfetto per accompagnare il momento della crocifissione. Liszt utilizza questo corale per dare un senso di grande sofferenza e perdita, enfatizzando la tragicità dell’evento con l’uso di armonie tetre e dissonanti. L’andamento è lento, quasi come un lamento, per riflettere la pesantezza del sacrificio che si sta compiendo. La scelta di una melodia grave e il ritmo lento esprimono la tristezza e il dolore che permeano l’intera scena della morte di Gesù.

Questo corale è una delle vette emotive dell’opera, poiché riassume la sofferenza umana universale davanti alla morte, e allo stesso tempo la solennità del sacrificio redentore.

O Traurigkeit, o Herzeleid
O Traurigkeit, o Herzeleid!
Ist das nicht zu beklagen?
Gott des Vaters einigs Kind
wird ins Grab getragen.
Oh tristezza, oh dolore del cuore!
Oh tristezza, oh dolore del cuore!
Non è forse da piangere?
Il Figlio unigenito di Dio Padre
viene deposto nella tomba.

13. Gesù è deposto dalla croce

-  Il corpo di Gesù viene deposto dalla croce e dato nelle mani della Madre. La musica in questa stazione è dolce e meditativa, esprimendo il dolore della separazione e della morte.

Organo solo.

14. Gesù è deposto nel sepolcro

-  Il corpo di Gesù è messo nel sepolcro, un atto che segna la fine del suo martirio fisico. La musica è calma, riflessiva e avvolge l’ascoltatore in un senso di pace e di tristezza insieme. L’atmosfera finale è di abbandono, ma anche di speranza.

Ave crux, spes unica,
Mundi salus et gloria,
Auge piis justitiam,
Responde dona veniam.
Amen.
Ave crux!
Salve, o Croce, unica speranza,
salvezza e gloria del mondo,
accresci la giustizia dei pii,
rispondi con il dono del perdono.
Amen.
Salve, o Croce!

La musica di Liszt ci porta a un cerchio completo: partiamo dalla sofferenza e dolore della Passione, ma arriviamo alla fine con un messaggio di gloria e speranza. La croce, che inizialmente appare come il segno della morte e della sofferenza, diventa il simbolo della vittoria e della salvezza.

La bellezza e la drammaticità della musica non solo raccontano una storia biblica, ma invitano l’ascoltatore a entrare in un’esperienza spirituale intima e toccante. Ogni stazione non è solo un passaggio fisico, ma anche un momento di meditazione e di riflessione profonda sul significato della sofferenza e della redenzione.

 

Via Crucis - F. Liszt

Il Coro “Croma col punto” nella Via Crucis di Franz Liszt

 

Il Coro “Croma col punto” è stato partecipe di un progetto di grande valore artistico e spirituale promosso dal Coro “Gialuth” di Roveredo in Piano, che vede ha visto anche collaborazione con il coro ungherese “Vox Humana” di Vàc; oltre ai cori sono intervenuti il basso Abramo Rosalen e il mezzosoprano Romina Tomasoni. All’organo Piero Monti, uno fra i più validi direttori di coro italiani. Il fulcro del progetto è stato l’esecuzione della Via Crucis, capolavoro di Franz Liszt che è stata eseguita sabato 12 aprile nel Duomo di Sacile e domenica 13 aprile 2025 nella Chiesa di Roveredo in Piano.

Leggi tutto …
  1. Sei qui:  
  2. 🏠
  3. Corsi
  4. Docenti
  5. Saro Gabriele
  6. eventi

Comunicazioni

  • DrumDay
  • Festa della Musica 2026: rivivi le emozioni dell'evento attraverso le foto!
  • Masterclass di canto
  • Robert Miles - Kim Lukas
  • Dalla Croce alla Luce

Aggiornamenti

  • Dispensa
  • Paolo Cerlati
  • Contributi L. 124/17
  • Adelina Montagnese. La vocazione musicale
  • Orchestra diffusa

Contenuti più consultati

  • Masterclass di canto
  • Festa della Musica 2026: rivivi le emozioni dell'evento attraverso le foto!
  • Robert Miles - Kim Lukas
  • DrumDay
  • Dalla Croce alla Luce
Un'Associazione per la formazione e la promozione musicale.
  • qxio-ios-arrow-forwardLogin

Trasparenza

  • qxio-ios-arrow-forwardChi siamo
  • qxio-ios-arrow-forwardDati amministrativi
  • qxio-ios-arrow-forwardContributi L.124/17
  • qxio-ios-arrow-forwardPrivacy-Policy
  • qxio-ios-arrow-forwardCookie Policy
  • qxio-ios-arrow-rightPerché scegliere noi

Risorse

  • qxio-ios-arrow-forwardDownload
  • qxio-ios-arrow-forwardNewsletter

Contatti

  • qxio-ios-arrow-forwardForm online
  • qxio-ios-arrow-forward( +39) 331 90 30 616
  • qxio-ios-arrow-forwardLive Chat: 16:00 - 19:00
  • qxio-ios-arrow-forwardinfo@amicimusica.it
  • qxio-ios-arrow-forwardDove siamo
Diritti riservati - Centro culturale "Amici della Musica" - 2024

Main Menu

  • Home
    • Chi siamo
    • La nostra storia
      • Adelina Montagnese
      • Fogli d'informazione
    • Villa Orgnani-Deciani
      • Il Fogolâr
      • Arte e Memoria degli Emigranti
    • Il Parco
    • News
    • Coro "Croma col punto"
      • Repertorio
      • Collaborazioni
  • Corsi
    • Musica d'insieme
    • Orchestra diffusa
    • Docenti
  • Eventi
    • Agenda eventi
    • DrumDay
      • Paolo Cerlati
      • Dispensa
    • Pop Meets
      • Sebastian DI BIN
    • Concerti dell'Epifania
    • Giovani artisti per l’Africa
    • Cantando per il mondo
    • Le guerre di Ulisse
      • Introduzione all'ascolto
      • La parola agli autori
    • Via Crucis - F. Liszt
      • Testo della Via Crucis
  • Risorse
    • Donazioni
    • Robert Miles
      • Vinili
      • Progetto per le scuole
    • Biblioteca Corale
      • Chi siamo
      • La nostra storia
      • Villa Orgnani-Deciani
        • Il Fogolâr
        • Arte e Memoria degli Emigranti
      • Il Parco
      • News
      • Coro "Croma col punto"
        • Repertorio
    • Parliamo di Musica
    • Pubblicazioni