Cantando per il mondo

Cantando per il mondo

"Chi è chiuso nella gabbia di una sola cultura, 
la propria, è in guerra col mondo e non lo sa."
Robert Hanvey

Il progetto Cantando per il mondo nasce partendo dalla considerazione che la musica è un linguaggio universale che va oltre la parola; inoltre le attuali guerre ci hanno indotto a dare un piccolo contributo per trasmettere un messaggio di pace in quanto la Musica unisce indipendentemente dalla lingua, dalla cultura, dalla religione.
Da ciò l'idea di cantare “per” il mondo con un doppio senso: eseguire dei brani che ci facciano viaggiare idealmente in nazioni diverse come turisti canori ma che ci permettano anche di rivolgere un messaggio di speranza a tutti i popoli. 

Le voci

I canti proposti sono in ben 11 lingue diverse; alcuni sono tratti dal repertorio corale classico e sono di indiscusso valore musicale, altri sono di origine popolare o sono tratti dal  repertorio della musica leggera e sono stati arrangiati per coro con armonizzazioni curate che valorizzano il senso del brano dando, allo stesso tempo, colore, spessore, intensità e varietà ritmica.
L’accostamento di musiche appartenenti a culture, lingue, stili diversi è efficace e coinvolgente anche grazie alla varietà degli accompagnamenti strumentali. 
Alcuni brani sono a voci scoperte, altri prevedono l’accompagnamento con pianoforte, flauto traverso, oboe, violino, viola, violoncello, chitarra, percussioni in abbinamenti diversificati.

Gli strumenti

L’accostamento di musiche appartenenti a culture, lingue, stili diversi è efficace e coinvolgente anche grazie alla varietà degli accompagnamenti strumentali. 
Alcuni brani sono a voci scoperte, altri prevedono l’accompagnamento con pianoforte, flauto traverso, oboe, violino, viola, violoncello, chitarra, percussioni in abbinamenti diversificati.

Il programma musicale

Il concerto inizia con l'esecuzione di ADIEMUS di Karl Jenkins il quale utilizza un testo arcaico e richiama un tempo e un territorio che sta all'origine della storia dell'uomo a conferma, come dice lo stesso autore, che "Il suono è universale, così come il linguaggio della musica".
Segue un canto in latino, una lingua che ancora oggi esprime una forte religiosità: GAUDEAMUS HODIE di Earlene Rentz. Un brano che trasmette gioia attraverso l'uso di ritmi frizzanti e sonorità ampie.

Ci dirigiamo ora in Dalmazia e grazie al canto popolare KAD SI BILA MALA MARE, possiamo apprezzare, attraverso la descrizione del testo, la bellezza delle coste, il fascino del mare e soprattutto i sentimenti delle persone che, in questi splendidi luoghi, vivono le loro storie d'amore. Passiamo alla repubblica Ceca con una danza, CZARDAS, nella versione semplice ma coinvolgente del musicista Sebastian Korn, in cui si racconta di una madre che ha cresciuto nove figlie e ogni sera le deve richiamare per andare a cena. Uno sguardo all’ Ungheria con la danza popolare DANA DANA, del musicista Lajos Bàrdos, in cui le tre voci giocano con ritmi marcati e melodie con imitazioni sempre più strette e concludere successivamente in modo estremamente brillante.

Le note magiche di John Rutter introducono un clima più meditativo: A GAELIC BLESSING, un inno alla Pace, un’invocazione che si ispira alla natura nella quale l’uomo deve trovare riferimento. La natura è ancora la protagonista della prossima tappa: Felix Mendelssohn, in un corale a tratti invocatorio, a tratti struggente, canta dell’addio alla bellezza dei boschi e della natura, sinonimi di Vita e ancora una volta simbolo di pace: ABSCHIED VOM WALDE.

Passiamo quindi alla vicina Austria e al suo simbolo nazionale, la stella alpina, con EDELWEISS. La melodia passa da una voce all’altra, ogni volta con armonizzazioni diverse che ne esaltano continuamente la bellezza.
Il passaggio al nostro Friuli e l’accostamento a STELUTIS ALPINIS sono sicuramente dovuti e sono stati anche l’occasione per parlare ancora del dramma della guerra in una forma intima, come sempre il popolo friulano ha fatto.
Parlando di fiori abbiamo pensato alla Francia con un brano di grande successo del cantautore Gilbert Becaud: L’IMPORTANT C’EST LA ROSE. In questa canzone si invitano tutti, spesso presi in varie faccende, lavorative o di routine, o travolti troppo spesso da emozioni negative, a non dimenticarsi di ciò che è davvero importante nel mondo: la bellezza delle cose e l’amore; la rosa, infatti, è il tema ricorrente, in modo ossessivo ma nello stesso tempo delicato, che simboleggia la bellezza e l’amore.
Uno sguardo alla vicina Spagna ed in particolare alla città di GRANADA, simbolo di passione, di sentimenti, di calore. La canzone, resa famosa dal cantante
cantante Claudio Villa, ci introduce fin dalle prime note nel mondo gitano spagnolo con i suoi ritmi, le sue armonie.
Passiamo ora agli USA con NEW YORK, un brano interamente strumentale del musicista friulano Gabrile Saro. Scrive l’autore: “Scalo i grattacieli di New York alla ricerca del grigio sogno americano. E' un vortice che mi fa lottare per stare in piedi, ma io non piegherò i miei ideali. Flebile vita che ti sei nascosta nelle mie mani, è il momento di rinascere, vincere la paura di franare.”
Infine SISI NI MOJA di Jacob Narverud, che celebra l'unità e la comunità attraverso culture diverse. L’autore ha voluto creare una canzone edificante e piena di speranza che avesse un'atmosfera moderna e popolare allo stesso tempo. Dice il testo: "Siamo un mondo, un popolo di molte lingue, in lotta per la pace tra la terra. E siamo tutti uguali, siamo una cosa sola!". WE ARE ONE!

Le repliche

Fagagna UD 19 giugno 2022
Mossa GO 17 giugno 2023
Moruzzo UD 23 novembre 2023
Plaino Pagnacco (UD) 3 febbario 2024
Gradisca d'Isonzo GO 23 marzo 2024
Udine Basilica alle Grazie 28 aprile 2024
Mortegliano UD 24 gennaio 2025