MARCO SOMADOSSI

Il compositore delle musiche

Scrivere la musica per Le guerre di Ulisse è stato un Viaggio interiore, tanto intenso quanto quello del protagonista stesso. Sin dall'inizio, nel confrontarmi con il libretto del Prof. Bianchi, ho avvertito tutto il peso di questa storia: non quella dell'eroe glorioso, ma dell'uomo solo, segnato dal tempo e dalle sue stesse scelte - spesso malvage - compiute in nome di un ideale che ora si sgretola davanti ai suoi occhi.
La sua guerra non si è conclusa con il ritorno a casa, e forse non finirà mai davvero. Questo mi ha costretto a interrogarmi sul conflitto che alberga in ognuno di noi, a sentire il tormento di un uomo che ha creduto in un ideale e ora ne vede solo le macerie.
Comporre questa musica è stato un processo doloroso e necessario allo stesso tempo. Ogni nota, ogni frase musicale, ogni tessitura sonora è nata dal tentativo di dare voce a quell'inquietudine, di trasformare il dolore in suono, il dubbio in armonia.
Ma in questo viaggio ho trovato anche una forma di catarsi: mettere in musica il racconto di Ulisse mi ha permesso di renderlo universale, di farlo risuonare non solo nella mia mente, ma negli strumenti, nelle voci, nel respiro degli interpreti - fino a intrecciarsi con quello degli spettatori, in un dialogo silenzioso ma profondissimo.
Affidare alla banda un ruolo di assoluto primo piano, accanto alla voce narrante, al coro e ai solisti al pianoforte e al canto, mi ha permesso di trasformarla da semplice contorno sonoro a protagonista dell'azione scenica. La banda è il vento che sospinge Ulisse e le onde che lo respingono, il clamore della battaglia e il silenzio del rimorso. E il suono di un'umanità intera che si interroga sul significato della guerra e della pace, della gloria e della perdita.
Nel momento storico che stiamo vivendo, Le guerre di Ulisse non è solo una rilettura dei classici: è uno specchio del nostro tempo, una riflessione su chi siamo e su ciò che vogliamo lasciare dietro di noi.
E forse, come Ulisse, continuiamo a interrogarci sulla nostra storia perché la musica, in fondo, può aiutarci a trovare qualche risposta.

PATRIZIO BIANCHI

L'autore dei testi

Ho scritto "Le guerre di Ulisse" con la Banda Giovanile John Lennon di Mirandola e con il suo Maestro Mirco Besutti, non solo per rileggere insieme ai nostri ragazzi i classici fondamenti della nostra cultura e con questo gridare il nostro NO a tutte guerre, ma anche per avviarci insieme in una difficile esplorazione dell'animo umano.
Strumento essenziale di questa ricerca sono le musiche di Marco Somadossi, che ci ha portato fin dentro l'animo di questo vecchio, che dopo venti anni torna a casa, nell'isola di cui è certamente ancora re, ma nessuno lo accoglie da sovrano.
È stato lontano venti anni e la moglie è ormai una vecchia regina prostrata dalle fatiche, e le donne del suo regno sono vedove di uomini portati a morire in una guerra non loro, che doveva essere rapida e portatrice di ricchezze e che invece, come tutte le guerre, ha portato solo dolore e morte.
Ulisse però non capisce, non vuole capire e quando viene cacciato, esule su una barca senza timone, crede illudendosi di ritrovare il proprio destino, non vecchio truffatore quale era, ma impavido scopritore d'altri mondi. In realtà Ulisse per tutta la vita ha sfuggito ai propri doveri e da vecchio, parlando sempre al passato, non vuole assumersi la propria responsabilità di tornare al presente.