Adelina, non ti dimenticheremo
Non ci sembra vero che Adelina non sia più con noi, che la sua morte ce l’abbia portata via improvvisamente, tragicamente. Ci pare sempre che stia arrivando, sorridente, piena di vita.
Eravamo appena rientrati da Loreto, dal Congresso Nazionale dei Pueri Cantores: quattro giorni di festa, di incontri con nuovi e vecchi amici, di concerti e del solenne pontificale nella Basilica della Santa Casa di Nazareth. Dodici ore dopo… Adelina non c’era più.
Un sogno – un bellissimo sogno – svanito in un istante.
Nell’intervento al termine dei funerali, a nome dei Pueri Cantores, così si esprimeva Luca Fiorino:
“Sei tu, Adelina, così solare, paziente, ingenua, onesta, pragmatica, dolce, schietta, appassionata e unica, che in tanti anni non hai smesso di dare il massimo, anche nei momenti più difficili, animata sempre da un vigore e da una forza interiore travolgenti.”
Parole da sottoscrivere pienamente.
Con Adelina abbiamo vissuto momenti indimenticabili: i Concerti di Natale e di Primavera; i Congressi Regionali (Montagnana, Voltabarozzo, Cambroso, Trieste…); i Congressi Nazionali (Assisi, Sorrento, Loreto, Udine…); i Congressi Internazionali (Olanda, Barcellona, Roma…).
E poi le feste, le grandi esecuzioni di Natale e Pasqua, il Giubileo sacerdotale del Parroco, i campi scuola di Raveo, i mercatini con i bellissimi doni dipinti da Adelina…
La gente apprezzava soprattutto il servizio liturgico del canto nelle Messe domenicali: tutto l’anno, ogni domenica, con prove settimanali e oltre. Molte persone venivano da fuori a Martignacco per ascoltare i nostri Pueri Cantores. Era la cosa più importante.
I funerali, celebrati nella nostra chiesa giovedì 14 dicembre, con vera solennità, furono una dimostrazione commovente della stima, dell’affetto e dell’enorme estensione del suo lavoro e delle sue conoscenze.
Una folla impressionante riempiva la chiesa e il sagrato: Pueri Cantores, studenti, autorità scolastiche e civili, genitori e tanta, tanta gente. I canti, diretti con coraggio dalla sorella Barbara, furono il saluto più bello ed eloquente: Adelina meritava una manifestazione così grande e unica.
Vogliamo raccogliere e portare avanti l’eredità preziosa che Adelina ci ha lasciato: la gioia di cantare, di stare insieme, di vivere nuove esperienze. Vogliamo elevare al Signore una fervida preghiera: Adelina abbia il suo posto fra gli Angeli, per cantare in eterno le sue lodi.
Il Signore, attraverso Isaia (49,16), dice: “Ho scritto il tuo nome sul palmo della mia mano”. Significa che il Signore conosce, ricorda, non dimentica.
don Efrem Tommasini
